Analisi Confcommercio | Il prezzo delle bollette schizza a marzo: aumenti fino al 43%

Mauro
Le imprese del terziario italiano si preparano ad affrontare un nuovo, significativo aumento dei costi energetici. Un’analisi approfondita condotta da Confcommercio in collaborazione con il CER (Centro Europa Ricerche) ha tracciato uno scenario preoccupante per la spesa energetica di luce e gas, con proiezioni che indicano incrementi a doppia cifra già a partire da marzo 2026. Al centro di questa escalation, le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare quelle legate al conflitto in Iran, che stanno generando un nuovo shock sui mercati energetici globali.

Per quanto riguarda la bolletta elettrica, le stime non lasciano spazio a dubbi. Nello scenario base, le imprese del terziario potrebbero vedere un aumento dell’8,5% a marzo 2026. Questo significa passare da una spesa media di 20.521 euro registrata nel primo bimestre del 2026 a ben 22.269 euro. La situazione si aggrava considerevolmente nello scenario peggiore, dove il balzo potrebbe raggiungere il 13,9% rispetto alla media di gennaio-febbraio 2026, portando la spesa a 23.380 euro. Un incremento medio aggregato complessivo per tutti i settori del terziario (dagli alberghi ai supermercati, dai bar ai ristoranti e ai negozi) stimato in 2.853 euro, una cifra non irrilevante che peserà sui bilanci di migliaia di attività.

Non solo luce: il balzo del gas e le tensioni geopolitiche

Non solo luce: il balzo del gas e le tensioni geopolitiche

L’impennata dei prezzi del gas e le crescenti tensioni geopolitiche globali.

 

L’impatto delle tensioni geopolitiche non si limita al settore elettrico, ma si estende con forza anche al mercato del gas, presentando previsioni altrettanto allarmanti. L’analisi di Confcommercio e CER evidenzia come gli aumenti per il gas sarebbero ancora più marcati. Nello scenario base, si prospetta un incremento del 30%, con la bolletta media che passerebbe da 7.833 euro nel primo bimestre 2026 a 10.181 euro a marzo dello stesso anno. Ma è lo scenario peggiorativo a destare maggiore preoccupazione, con un rincaro che potrebbe toccare il 43,5%. In questo caso, l’aumento della bolletta del gas sarebbe di ben 3.408 euro, facendo lievitare la spesa da 7.833 euro a 11.241 euro.

Queste cifre riflettono la fragilità dei mercati energetici internazionali di fronte alle crisi geopolitiche. Il conflitto in Iran, in particolare, si configura come un fattore di destabilizzazione capace di generare incertezze e volatilità sui prezzi delle materie prime energetiche. Gli effetti di questi rincari si prevedono differenziati a seconda dell’evoluzione del conflitto, ma l’impatto aggregato sui settori chiave del terziario – alberghi, supermercati, bar, ristoranti e negozi – sarà profondo, minacciando la sostenibilità economica di molte imprese già provate da anni difficili.

Le soluzioni urgenti: le richieste di Confcommercio al governo

Di fronte a un quadro così critico, Confcommercio ha lanciato un chiaro appello al governo per l’adozione di misure urgenti e strutturali. L’organizzazione sottolinea la “necessità di rafforzare le misure di contenimento della volatilità energetica”, auspicando una piena attuazione delle disposizioni del cosiddetto decreto bollette. Tuttavia, queste misure dovrebbero essere affiancate da interventi rapidi e mirati, capaci di ridurre effettivamente i costi sostenuti dalle imprese.

Prioritario, secondo Confcommercio, è il sostegno alle micro e piccole attività, le quali spesso sono le più vulnerabili ai rincari. Per queste realtà, è fondamentale “accelerare l’avvio di processi di aggregazione della domanda”, permettendo loro di accedere ai contratti di lungo periodo per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili. Questo non solo garantirebbe maggiore stabilità nei costi, ma favorirebbe anche la transizione energetica del Paese. Allo stesso tempo, si invoca una semplificazione degli investimenti in efficienza energetica, un passo cruciale per ridurre in modo strutturale l’esposizione delle imprese ai futuri rincari e costruire un sistema energetico più resiliente e sostenibile nel lungo periodo.


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