Trump sotto accusa dagli americani: solo il 29% del popolo sostiene l’approccio anti-Teheran (sondaggio Amherst)

Renato
Il presidente Donald Trump sta affrontando un momento di forte crisi, con il suo tasso di approvazione sceso al minimo storico del 33%. Questo dato preoccupante emerge dalla rilevazione dell’Università del Massachusetts Amherst, condotta su mille intervistati tra il 20 e il 25 marzo. Il calo è significativo: cinque punti percentuali in meno rispetto a luglio 2025 e ben undici rispetto ad aprile dello stesso anno. La ricerca mostra che un’ampia maggioranza, il 62% degli americani, disapprova l’operato di Trump, e di questi, il 53% esprime una “forte” disapprovazione. Anche altri sondaggi recenti, inclusi quelli di Quinnipiac University, Ap-Norc e Fox News, pur con valori leggermente superiori, confermano una tendenza generale al ribasso, attestandosi tra il 38% e il 41%.

Le cause del calo: Iran e crisi economica

Diversi fattori chiave hanno contribuito a questo drastico declino nel gradimento di Trump. Tra i più rilevanti vi sono la gestione della guerra in Iran e la persistente crisi economica che sta affliggendo gli Stati Uniti. Il sondaggio di Amherst rivela che solo il 29% degli intervistati sostiene l’approccio del presidente agli attacchi contro Teheran, indicando una forte disillusione dell’opinione pubblica sulla sua politica estera. La percezione di un’economia nazionale in difficoltà, con inflazione e incertezza diffuse, aggiunge ulteriore pressione. È interessante notare che, nonostante questi numeri, il 33% degli intervistati si identifica ancora con il movimento ‘Make America Great Again’ (Maga), una percentuale che include il 77% dei Repubblicani e il 4% dei Democratici, sottolineando la forte lealtà della sua base ma anche una chiara polarizzazione.

Le prospettive politiche future

Il crollo del gradimento di Donald Trump solleva interrogativi cruciali sul suo futuro politico e sulla sua influenza all’interno del Partito Repubblicano. Con un tasso di approvazione ora inferiore a quello registrato da Biden nel 2025, la strada per un’eventuale rielezione alla Casa Bianca appare decisamente complessa. La sua capacità di mobilitare la base ‘Maga’ rimane un punto di forza, ma l’ampia disapprovazione tra l’elettorato generale suggerisce una crescente difficoltà a conquistare consensi oltre il proprio nucleo più fedele. Le prossime elezioni presidenziali saranno un banco di prova fondamentale per l’ex presidente, che dovrà affrontare le criticità legate alla politica estera e alla percezione economica. Questo minimo storico potrebbe segnare un punto di non ritorno, o rappresentare una fase da cui il tycoon cercherà di risalire con nuove strategie.


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