Italia fuori dai Mondiali, come ci vedono all’estero? | “Terzo fallimento mondiale” per Marca, “Italia ancora a casa” per L’Equipe

Renato
L’incubo che non finisce mai per l’ItaliaL’incubo è tornato, ancora una volta, con una crudeltà ormai familiare. Per la terza volta consecutiva, la Nazionale italiana di calcio manca l’appuntamento con i Campionati del Mondo, un fallimento che si trasforma in un pesante macigno per tutto il movimento. La squadra di Gennaro Gattuso, rimasta in dieci uomini e protagonista di una vera e propria agonia sportiva, ha ceduto ai calci di rigore contro la Bosnia a Zenica. Il gol di Moise Kean non è bastato a garantire la vittoria, poiché il mancato 2-0 ha permesso a Tabakovic di pareggiare prima che i tiri dal dischetto premiassero i bosniaci. Questa ennesima, cocente delusione riapre il dibattito su un sistema che sembra incapace di rigenerarsi, nonostante le promesse e le attese. Un «processo» inevitabile e doloroso che mette in discussione le fondamenta stesse del calcio italiano.

Il severo giudizio della stampa estera

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere e, come spesso accade in questi casi, sono state impietose. Il quotidiano francese L’Equipe titola con un lapidario «L’Italie encore à terre», sottolineando come l’Italia sia nuovamente abbattuta e sconfitta, incapace di risollevarsi nei momenti cruciali. I sottotitoli evidenziano la ripetitività del fallimento, un’assenza al Mondiale «en 2018 et en 2022», e ora anche nel 2026, eliminata nello spareggio finale contro la Bosnia. L’analisi francese parla di una crisi strutturale che pesa «sur toute une génération de joueurs italiens», un simbolo di un fallimento non più occasionale ma radicato.

Dalla Spagna, Marca definisce l’accaduto come un «Tercer fracaso mundial», dipingendo un’Italia incapace di uscire da un tunnel profondo, esclusa dal Mondiale per la terza volta consecutiva. Il quotidiano spagnolo rimarca la portata storica di questa disfatta: «Italia vuelve a quedarse fuera de la Copa del Mundo como en 2018 y 2022», evidenziando una continuità negativa che si protrae nel tempo. A rendere ancora più grave la situazione, le circostanze della partita: «con uno menos desde el 41’» e l’eliminazione ai rigori. L’immagine che ne emerge è quella di un crollo sportivo reiterato, che certifica l’Italia come la grande esclusa del calcio mondiale contemporaneo.

Quale futuro per il movimento calcistico italiano?

Dopo il fischio finale e l’eco delle prime pagine internazionali, in Italia si riapre il consueto dibattito sulla necessità di una vera e propria ricostruzione. Le parole del presidente FIGC, Gabriele Gravina, che ha voluto fare i «complimenti ai ragazzi» nonostante la sconfitta e ha chiesto a Gattuso e Buffon di «rimanere», suonano come un tentativo di arginare la tempesta imminente. Tuttavia, la delusione tra i tifosi e gli addetti ai lavori è palpabile. Il sistema calcistico italiano si trova di fronte a un bivio cruciale: continuare sulla strada delle delusioni o avviare un rinnovamento profondo e coraggioso? Sarà fondamentale analizzare le radici di questo fallimento ripetuto, dalla formazione dei giovani talenti alla gestione delle Nazionali, per evitare che questo «processo» si trasformi nell’ennesima occasione persa. Il futuro della Nazionale, e con essa l’orgoglio di milioni di italiani, dipende dalle scelte che verranno prese in questi giorni drammatici.


1 commento

Accedi per lasciare un commento.

  1. magellano

    test