L’Antitrust colpisce Revolut con una multa salatissima: 11 milioni di euro per presunte “pratiche commerciali scorrette”

Mauro
Il panorama dei servizi finanziari digitali è scosso da una recente e significativa decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che ha imposto una sanzione di oltre 11 milioni di euro alla popolare banca fintech Revolut. L’Antitrust ha concluso che la società ha adottato pratiche commerciali scorrette su due fronti distinti e ugualmente problematici per i consumatori. Da un lato, sono stati rilevati messaggi ingannevoli nella promozione dei servizi di investimento; dall’altro, è stata contestata una gestione dei servizi bancari caratterizzata da modalità aggressive e poco trasparenti. Questa severa condanna sottolinea la crescente attenzione delle autorità regolatorie verso la protezione del consumatore nell’era digitale, dove l’innovazione deve sempre bilanciarsi con la chiarezza e la lealtà. La pronuncia dell’AGCM, infatti, non si limita a un richiamo, ma impone un onere finanziario considerevole, mirato a dissuadere pratiche simili in futuro. Immediatamente dopo l’annuncio, Revolut ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, esprimendo il proprio categorico disaccordo con le conclusioni e confermando l’intenzione di presentare ricorso. Questo segna l’inizio di una battaglia legale che potrebbe ridefinire le modalità operative per molte fintech, mettendo in luce l’importanza cruciale della fiducia e della trasparenza nel rapporto tra piattaforme digitali e utenti.

Le omissioni e le criticità sugli investimenti

Una parte cospicua della sanzione, precisamente 5 milioni di euro, è stata comminata a Revolut Securities Europe UAB, la società del gruppo responsabile dell’offerta di servizi d’investimento nel continente europeo. Le contestazioni dell’Autorità si concentrano sulla violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo italiano, normando la correttezza informativa. Secondo l’Antitrust, Revolut avrebbe omesso di fornire informazioni chiare ed esaustive ai propri clienti fin dalle prime fasi di “aggancio” pubblicitario. In particolare, i messaggi promozionali relativi agli “investimenti senza commissioni” non avrebbero adeguatamente chiarito la presenza di ulteriori costi nascosti o di limitazioni intrinseche a tali operazioni. Un punto focale delle contestazioni riguarda la natura delle azioni frazionate, un tipo di investimento che, sebbene accessibile, presenta notevoli differenze rispetto alle azioni intere. L’AGCM ha evidenziato come i clienti non fossero stati sufficientemente informati sui rischi specifici, sui diritti differenti (ad esempio, di voto) e sulla minore trasferibilità che caratterizzano le azioni frazionate. Questa mancanza di trasparenza avrebbe potuto indurre i consumatori a prendere decisioni finanziarie senza una piena consapevolezza delle implicazioni e dei potenziali svantaggi, alterando la loro percezione del rischio e del rendimento effettivo.

Contestazioni sui servizi bancari e la difesa di Revolut

Contestazioni sui servizi bancari e la difesa di Revolut

Contestazioni sui servizi bancari e la difesa di Revolut.

 

La seconda tranche della sanzione, anch’essa pari a 5 milioni di euro, ha colpito Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB, le entità del gruppo dedicate all’offerta di servizi bancari in Europa. Qui, l’Autorità ha puntato il dito contro una gestione dei servizi caratterizzata da modalità aggressive e dalla mancanza o scarsa chiarezza delle informazioni rilevanti concernenti le condizioni e le procedure di sospensione, limitazione e blocco dei conti di pagamento. Le criticità riscontrate riguardano, nello specifico, la carenza di sufficienti informazioni in fase precontrattuale, l’assenza di un adeguato preavviso prima dell’applicazione di restrizioni sul conto e la scarsa disponibilità di confronto o assistenza appropriata una volta che tali limitazioni fossero state implementate. Questo ha generato notevoli disagi e incertezze per gli utenti che si sono trovati, a volte improvvisamente, nell’impossibilità di accedere pienamente ai propri fondi. Di fronte a queste gravi accuse, Revolut ha prontamente ribadito la propria posizione, affermando di essere “fiduciosa che le nostre comunicazioni siano chiare e trasparenti“. La banca fintech ha sottolineato come la “tutela dei nostri milioni di clienti sia la nostra priorità assoluta“, operando “nel rispetto dei rigorosi standard bancari italiani“. Ha inoltre precisato che “le verifiche dei conti sono obbligatorie e necessarie per proteggere i nostri clienti e l’integrità del sistema finanziario“, giustificando così le procedure di controllo che hanno portato alle restrizioni contestate. La sfida ora è aperta, con il ricorso che determinerà il prossimo capitolo di questa complessa vicenda.


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