Le elezioni di metà mandato, da sempre termometro della politica americana, offrono uno spaccato interessante di questi cambiamenti. Otto anni dopo l’ondata “woke” del 2018, capitanata da figure come Alexandria Ocasio-Cortez, che sembrava segnare l’inizio di una nuova era per la sinistra, il cerchio si è apparentemente chiuso. Donald Trump non solo è tornato alla Casa Bianca, ma ha anche conquistato una fetta significativa del voto dei giovani uomini americani, che si sono sentiti ignorati o persino abbandonati da un partito percepito come distante dalle loro esigenze.
Eppure, in questa tornata elettorale, un cambiamento significativo è in atto a sinistra. Un numero crescente di candidati maschi sta cercando di ritagliarsi uno spazio. Un segnale tangibile di questa inversione di tendenza si è manifestato a marzo in Texas con la vittoria alle primarie democratiche per il Senato di James Talarico, un giovane seminarista dal forte richiamo populista anti-miliardari, che ha battuto una candidata afroamericana super-liberale. Questa vittoria non è solo un progetto del partito, ma trova un riscontro tangibile tra gli elettori.
La strategia dei “Rugged Guys” per riconquistare voti
La strategia dei Rugged Guys per riconquistare voti.
Come evidenziato dal think tank Brookings Institution, i leader democratici sono alla ricerca di candidati più “autentici”. Dal 2016, il partito ha faticato non solo a intercettare il voto maschile in generale, ma soprattutto a mantenere il consenso nella sua storica roccaforte elettorale: la classe operaia. Per questo motivo, alcuni consulenti democratici stanno elaborando un piano per presentare figure che abbiano “la faccia” degli stessi elettori.
È il caso della società di consulenza politica Fight Agency, fondata da ex consulenti della campagna di Bernie Sanders. Questa agenzia collabora con un gruppo di candidati democratici soprannominati i Rugged Guys (ragazzi aspri e decisi), ovvero veterani con un’esperienza diretta nella classe operaia. Le loro storie sembrano emergere da un’America profonda, quella spesso associata a un elettorato repubblicano, ricordando le ballate di Bruce Springsteen.
Un esempio è Graham Platner, 41 anni, veterano delle guerre in Iraq e Afghanistan e ora coltivatore di ostriche. Candidato al Senato del Maine, Platner usa un populismo di sinistra marcato, con spot che lo ritraggono al lavoro sulla sua barca o mentre si allena. Queste immagini, che fino a poco tempo fa erano prerogativa della “mesosfera trumpiana”, testimoniano un tentativo di ridefinire l’immagine del democratico. Un altro volto dei Rugged Guys è Josh Turek, in corsa per il Senato in Iowa. Atleta paraolimpico plurimedagliato nel basket, Turek si descrive come un democratico moderato erede del “populismo delle praterie”, un movimento storico che difendeva le comunità rurali e agricole. Il suo messaggio è di “buon senso”, concentrato su questioni concrete anziché su grandi teorie astratte, un modo per distanziarsi da un partito spesso percepito come esclusivo per i laureati.
Nuove figure e tendenze tra i democratici
Nuove figure e tendenze emergenti delineano il futuro del Partito Democratico.
L’Iowa offre un altro esempio emblematico con la storia di Rob Sand, che potrebbe vincere la corsa a governatore. Esponente dei democratici moderati, Sand si concentra sulla lotta alla corruzione e sull’assistenza sanitaria e scolastica. Il suo stile comunicativo è decisamente diverso da quello a cui i democratici si sono abituati negli ultimi anni. Amante della caccia, i suoi profili social sono pieni di prede, e il suo aspetto richiama più i coltivatori dell’Iowa che l’immagine stereotipata di un democratico “woke”.
Tra i nuovi candidati democratici, la quota di ex veterani sta crescendo in modo significativo, come dimostra la vicenda di Platner. Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di ex militari si è candidato nelle fila democratiche, e il partito sembra accoglierli con favore. Sono percepiti come figure di riferimento, moderate e affidabili, in grado di parlare a un elettorato che la sinistra aveva faticato a raggiungere. Decine di loro si sono candidati anche quest’anno, come Matt Maasdam, evidenziando una chiara e deliberata strategia. Questa mossa rappresenta un tentativo significativo di riconnettersi con una base elettorale cruciale, sfidando le percezioni consolidate e cercando di ampliare l’appeal del Partito Democratico al di là delle sue tradizionali nicchie.
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