La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa Equalize, al centro di una vasta inchiesta su presunte cyber-spie e dossieraggi illegali. Le accuse sono gravi, inclusa quella di associazione per delinquere, per accessi abusivi in banche dati e sistemi informatici. Parallelamente, i pm milanesi, diretti da Marcello Viola e coordinati da Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco, hanno chiuso un secondo maxi filone di indagini, coinvolgendo ben 81 persone. Questo secondo troncone dell’inchiesta si concentra in particolare sui «clienti» di Equalize, ovvero coloro che avrebbero commissionato gli spionaggi, rivelando la portata di una rete estesa e ramificata. L’avviso di conclusione indagini, un documento dettagliato di 118 pagine, delinea i vari reati contestati, che spaziano dal concorso in accessi abusivi a banche dati e sistemi informatici fino all’illecita acquisizione di informazioni personali e riservate. La richiesta di processo per Pazzali e altri 14 indagati, già coinvolti nel primo filone chiuso nel luglio 2025 e focalizzato sull’associazione per delinquere, segna un passo decisivo verso la fase dibattimentale di uno degli scandali più complessi degli ultimi anni.
Gli 81 indagati e i nomi noti coinvolti
Tra gli 81 indagati del secondo filone dell’inchiesta Equalize emergono nomi di spicco del panorama economico e sportivo italiano. La lista include personalità come Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, Fulvio Pravadelli, ex manager di Publitalia, e Stefano Speroni, capo dell’ufficio legale di Eni. Anche Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, figura tra gli indagati per il presunto spionaggio ai danni di Marcell Jacobs, così come Cosimo di Gesù, generale della Guardia di Finanza. L’indagine coinvolge altresì il banchiere Matteo Arpe e suo fratello Fabio. Ma non solo, la Procura ha identificato anche diversi personaggi pubblici e VIP tra le presunte vittime di questi spionaggi. Tra questi, spiccano i nomi dell’ex calciatore Christian “Bobo” Vieri, dell’ex agente fotografico Fabrizio Corona, della blogger Selvaggia Lucarelli e dell’attore e regista Ricky Tognazzi. Questi individui sarebbero stati bersaglio di presunti accessi abusivi alle loro informazioni personali attraverso le banche dati, rivelando la natura pervasiva e l’ampiezza della rete di dossieraggi illegali orchestrata, con gravi violazioni della privacy per scopi ignoti e potenzialmente illeciti.
Il caso Jacobs e altre vittime celebri di cyber-spionaggio
Il caso di Marcell Jacobs, doppio oro olimpico, rappresenta uno dei capitoli più eclatanti dell’inchiesta Equalize. Il presunto spionaggio a suo danno, quantificato in un pagamento di «10mila euro in contanti», sarebbe stato commissionato da Giacomo Tortu, fratello del suo compagno di staffetta 4×100 Filippo. L’accusa specifica che l’hacker Gabriele Pegoraro avrebbe avuto accesso illecito ai telefoni di Jacobs, del suo manager, dell’allenatore e del nutrizionista. L’obiettivo era «captare informazioni circa il presunto utilizzo di sostanze dopanti», analizzando minuziosamente le chat in un periodo compreso tra settembre 2020 e agosto 2021. In particolare, si sostiene che nell’estate del 2021, Giacomo Tortu abbia richiesto a Carmine Gallo l’«abusiva acquisizione dei dati e delle conversazioni», pagando attraverso la mediazione di un altro indagato per assicurarsi il materiale. L’inchiesta si estende anche ad altri casi significativi di chat rubate e accessi non autorizzati. Tra le vittime figurano l’architetto Stefano Boeri e Carla Morogallo, direttrice generale della Triennale, le cui conversazioni sarebbero state illecitamente acquisite nel 2022 su richiesta di Roberto Carlo Cominardi, imprenditore ed ex titolare della discoteca “Old Fashion”. Questi episodi sottolineano la gravità e la vastità delle operazioni di cyber-spionaggio messe in atto da Equalize.
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