A testimonianza dell’importanza di questo traguardo, la stessa von der Leyen sarà in Australia dal 23 al 25 marzo, con tappe a Sydney e Canberra, dove incontrerà il primo ministro australiano Anthony Albanese. L’obiettivo dichiarato di questa visita è “rafforzare i legami dell’UE con un partner affidabile e affine nella regione indo-pacifica, di vitale importanza strategica”. Un impegno che, come sottolineato dalla leader europea in una recente lettera sulla competitività, “segnerà un’altra pietra miliare nella diversificazione dei partenariati internazionali dell’Europa e nel rafforzamento del nostro impegno strategico a livello globale”. Le trattative, avviate nel lontano 2018, hanno superato diverse difficoltà, in particolare quelle legate al settore agricolo, mostrando la resilienza e la determinazione di entrambe le parti nel raggiungere un’intesa.
I nodi irrisolti e la ripartenza dei colloqui

Il percorso verso questo accordo non è stato privo di ostacoli. Le trattative, infatti, si erano incagliate più volte nel corso del 2023, evidenziando le complessità legate alla liberalizzazione di settori sensibili. In particolare, il settore agricolo ha rappresentato un punto di frizione significativo: l’Australia premeva per un accesso più ampio al mercato europeo per i suoi produttori di carne, specialmente manzo e montone, mentre l’UE mirava a limitare l’utilizzo, da parte degli agricoltori australiani, delle indicazioni geografiche protette dei prodotti europei.
Nonostante queste difficoltà, la necessità di eliminare le barriere commerciali tra due partner così strategici è stata riconosciuta come prioritaria. Il volume degli scambi tra l’Unione Europea e l’Australia testimonia l’importanza economica di questa relazione: nel 2024, il valore complessivo di beni e servizi ha superato i 91 miliardi di euro. Solo l’anno precedente, gli scambi di beni ammontavano a oltre 47 miliardi di euro, con le esportazioni dell’UE verso l’Australia che hanno raggiunto i 36,9 miliardi e le importazioni i 10,2 miliardi. Questo trend di crescita è notevole, con un aumento di quasi il 50 per cento nel decennio. La rielezione di Albanese in Australia e la mutata aggressività commerciale a livello globale hanno ridato slancio alle trattative, spingendo le parti a superare le divergenze per un bene comune.
Oltre il commercio: materie prime e strategia indo-pacifica
L’accordo di libero scambio tra UE e Australia trascende il semplice ambito commerciale, proiettandosi verso obiettivi strategici di più ampio respiro. Come spiegato dalla presidente von der Leyen, la rimozione delle barriere faciliterà anche l’accesso a materie prime critiche di cui l’Europa ha vitale bisogno, come il litio, il cobalto, gli elementi delle terre rare e l’idrogeno. Questo aspetto è fondamentale per la transizione energetica e digitale dell’Unione, garantendo un approvvigionamento sicuro e diversificato.
Inoltre, l’intesa rafforzerà la presenza dell’Europa in una delle regioni economiche più dinamiche e strategicamente rilevanti del mondo: l’Indo-Pacifico. L’accordo si inscrive, infatti, in una “più ampia strategia indo-pacifica, che collega commercio, investimenti e impegno geopolitico”. Questa visione olistica mira a consolidare l’influenza europea in un’area dove si giocano equilibri globali cruciali. Già prima dell’accordo definitivo, le due parti avevano avviato una partnership sulle materie prime critiche e negoziati per una più stretta cooperazione in materia di difesa e sicurezza, a riprova della profondità e della lungimiranza di questa alleanza. L’intesa con Canberra non è solo un affare commerciale, ma un pilastro fondamentale per la sicurezza economica e geopolitica dell’Europa.
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