La Fiera delle Campanelle non è soltanto un appuntamento commerciale, ma una vera e propria macchina del tempo che consente di toccare con mano un pezzo di storia. I mercanti ambulanti di oggi, infatti, sono gli eredi di una tradizione secolare, custodi di gesti e saperi che si tramandano di generazione in generazione. Questa festa rappresenta un momento fondamentale per la comunità aquesiana, un’occasione per celebrare le proprie origini e rinsaldare il legame con un passato glorioso che continua a pulsare nel cuore della Tuscia. Il fascino di un evento così antico risiede proprio nella sua capacità di evolversi pur mantenendo intatta l’anima originaria, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e culturalmente ricca.
Acquapendente, cuore della strada della ceramica nella Tuscia
Acquapendente, il cuore della strada della ceramica in Tuscia.
Oltre alla sua intrinseca valenza storica, la Fiera delle Campanelle di Acquapendente assume un significato ancora più profondo in quanto parte integrante del progetto “Strada della Ceramica nella Tuscia”. Questa iniziativa, promossa dalla CNA Viterbo e Civitavecchia, mira a creare un percorso di conoscenza e valorizzazione dell’arte ceramica, coinvolgendo centri come Acquapendente, Civita Castellana, Viterbo e Tarquinia. La cittadina aquesiana, con la sua ricchezza di forme, decori, stili e tecniche, si erge a protagonista di questo itinerario culturale.
Il Museo Civico Diocesano di Acquapendente è il custode di questo prezioso patrimonio. Al suo interno, le campanelle in ceramica dipinte mirabilmente narrano un legame intimo e indissolubile tra il territorio e la lavorazione della ceramica, un’arte che qui ha trovato espressioni uniche nei secoli. La Fiera, quindi, offre una vetrina eccezionale per ammirare e celebrare questa maestria artigianale, permettendo ai visitatori di apprezzare non solo la tradizione del baratto ma anche l’eccellenza delle produzioni locali. È un’opportunità per comprendere come l’arte ceramica sia da tempo un segno distintivo e profondamente radicato nella cultura di questo vasto territorio viterbese.
Un itinerario tra botteghe artigiane e tesori nascosti
Botteghe artigiane e tesori nascosti: un itinerario da non perdere.
Per coloro che desiderano un’immersione ancora più completa nel mondo dell’artigianato e della storia aquesiana, la Fiera delle Campanelle si arricchisce di esperienze guidate. L’esperta guida turistica ed ambientale escursionistica Elena Ronca accompagnerà i gruppi di visitatori in un viaggio unico, esplorando le botteghe artigiane e gli studi d’arte. Qui, uomini e donne, custodi di saperi antichi, tramandano gesti e memorie, contribuendo al tempo stesso all’evoluzione della ceramica con un appassionato lavoro di ricerca e sperimentazione. È un’occasione straordinaria per osservare da vicino la maestria nel plasmare le materie prime e nel realizzare decori che danno vita a opere d’arte uniche.
L’itinerario proposto si snoda lungo dieci tappe affascinanti, partendo dalla maestosa Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro e proseguendo attraverso il Museo Civico Diocesano. Il percorso rivela un patrimonio diffuso, toccando luoghi emblematici come la Fornace cinquecentesca, la suggestiva chiesa di Sant’Agostino, la storica piazza e fonte del Rigombo, la chiesa di Santa Vittoria, Piazza Girolamo Fabrizio, Porta Della Ripa, il piazzale di Santa Maria, la chiesa di San Francesco, Via Cesare Battisti, Via Roma e l’Anfiteatro Cordeschi. Ogni tappa è un tassello che compone il mosaico culturale di Acquapendente, un invito a scoprire le sfaccettature di una comunità che valorizza e celebra la sua ricca eredità.
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