Questa emergenza di un polo di influenza differente non è solo una risposta tattica alla crisi attuale, ma riflette un malcontento più profondo riguardo alla condotta occidentale. Mentre gli Stati Uniti si trovano in una situazione difficile nello Stretto di Hormuz, con la necessità di aumentare la pressione militare, l’Europa sembra rimanere a guardare, perdendo terreno in una regione strategicamente cruciale. Le relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti, già logore dalla precedente amministrazione americana, mostrano segni di ulteriore deterioramento, con conseguenze significative per la stabilità globale e il ruolo dell’UE, che appare sempre più marginale in queste grandi manovre.
Le relazioni euro-atlantiche e il ruolo della Turchia
La Turchia, attore cruciale nelle complesse relazioni euro-atlantiche odierne.
La condotta della precedente amministrazione USA ha lasciato cicatrici profonde nelle relazioni euro-atlantiche, sfilacciando legami che un tempo sembravano inossidabili. La minaccia di un disimpegno americano dalla NATO, sebbene non concretizzata in un ritiro formale, ha già di fatto inceppato il meccanismo dell’Alleanza. Senza il suo “principale azionista”, la NATO vede una trazione crescente verso la Turchia, che detiene il secondo contingente militare e mantiene il piede in diverse staffe diplomatiche e militari. Questa situazione pone l’Europa in una posizione vulnerabile, ai margini delle grandi manovre.
Il disincanto raggiunge anche l’Arabia Saudita. Gli attacchi unilaterali israeliani in Qatar, e il sospetto beneplacito statunitense dietro di essi, hanno minato la fiducia di Riad negli Stati Uniti. Il 17 settembre 2025, l’Arabia Saudita ha firmato con il Pakistan l’Accordo strategico di mutua difesa, un patto di alleanza militare che garantisce a Riad l’ombrello nucleare di Islamabad. Questo dimostra chiaramente come i sauditi non si fidino più degli Stati Uniti, né di Israele, creando nuovi equilibri da cui l’UE è, per ora, completamente esclusa, avendo perso l’opportunità di proporsi come alternativa credibile e affidabile.
La Cina sullo scacchiere e le vie dell’energia
Pechino sullo scacchiere globale delle vie dell’energia.
In questo scenario di ridefinizione delle alleanze, la Cina emerge come attore sempre più influente. Pechino mantiene relazioni solide con il Pakistan fin dal 1951, culminate nella creazione del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). Questa imponente rete infrastrutturale è strategicamente vitale per assicurare alla Cina le forniture energetiche dal Medio Oriente, aggirando rotte marittime vulnerabili come lo Stretto di Malacca. Il Pakistan, con il suo accesso al Mar Arabico, offre un collegamento diretto terra-mare cruciale per l’approvvigionamento energetico cinese, soprattutto ora che lo Stretto di Hormuz è chiuso a causa del conflitto.
L’alleanza sino-pakistana non è solo di natura commerciale, ma si estende anche alla cooperazione militare, consolidando ulteriormente la presenza cinese nella regione. Mentre la Turchia si posiziona come una potenza sulla frontiera euro-asiatica, la Cina rafforza la sua proiezione globale attraverso un partenariato chiave in Asia meridionale. L’incapacità dell’Unione Europea di agire in maniera coesa e di proporsi come interlocutore efficace in questo contesto le sta costando caro, relegandola a una posizione di spettatore passivo mentre il resto del mondo ridisegna le proprie sfere d’influenza, con conseguenze a lungo termine per la sua rilevanza geopolitica.

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