Le indagini del Garante hanno accertato che un impiegato della banca, agendo senza alcuna giustificazione lavorativa o autorizzazione, aveva avuto accesso alle informazioni bancarie di ben 3.573 clienti. Le consultazioni illecite hanno superato la cifra di 6.600, dimostrando una condotta sistematica e mirata. Le intrusioni si sono verificate tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024, coprendo un lasso di tempo significativo che ha permesso al dipendente di raccogliere un’ampia mole di dati sensibili. La decisione del Garante sottolinea la grave negligenza nella gestione dei controlli interni e delle autorizzazioni d’accesso, elementi fondamentali per la tutela della riservatezza dei clienti.
I personaggi pubblici e i comuni cittadini nel mirino
Lo scandalo ha assunto una rilevanza nazionale anche a causa dei nomi di spicco coinvolti. Tra le vittime di questo spionaggio bancario figurano infatti personalità di primissimo piano del panorama politico e mediatico italiano. Sono stati spiati i conti della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del suo ex compagno Andrea Giambruno, del ministro della Difesa Guido Crosetto, dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè e del Presidente del Senato Ignazio La Russa. La presenza di tali figure politiche tra i bersagli ha acceso i riflettori sulla vulnerabilità dei dati personali, anche per chi occupa posizioni di grande visibilità.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che la lista non si limita esclusivamente a figure pubbliche o personaggi VIP. Migliaia di accessi non autorizzati hanno riguardato anche i conti di comuni cittadini, dimostrando la vastità e la pervasività della condotta illecita del dipendente. Quest’ultimo, una volta scoperta la sua attività, è stato prontamente licenziato da Intesa SanPaolo. L’episodio solleva interrogativi profondi sulla protezione della privacy e sulla necessità di meccanismi di controllo più robusti all’interno delle istituzioni finanziarie, per prevenire simili abusi di potere e di accesso ai dati sensibili dei correntisti.
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