Cosa stabilisce l’articolo 6 comma 7 del regolamento FIFA
Regolamento FIFA: analisi dell’articolo 6 comma 7.
L’articolo 6.7 delle ‘Regulations for the FIFA World Cup 26′ è formulato con estrema chiarezza nel delineare le procedure in caso di ritiro o esclusione di una federazione partecipante. Il testo recita testualmente: “Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione.”
Questo passaggio è cruciale e merita particolare attenzione, poiché conferisce alla FIFA la piena e incondizionata discrezione su come agire. Non esiste alcun criterio predefinito o meccanismo automatico che obblighi l’organismo internazionale a ripescare la squadra con il miglior ranking tra le non qualificate, o quella eliminata all’ultimo turno di playoff. La decisione spetta esclusivamente al comitato esecutivo della FIFA, che può scegliere liberamente la “federazione sostitutiva” o adottare altre misure ritenute più opportune per la salvaguardia dell’integrità e dell’equilibrio del torneo.
Le reali probabilità di un miracolo azzurro
Alla luce di quanto stabilito dall’articolo 6 comma 7, le probabilità che l’Italia venga effettivamente ripescata in caso di un’ipotetica assenza dell’Iran sono, realisticamente, estremamente basse, quasi nulle. Sebbene la possibilità teorica esista, data la “esclusiva discrezione” della FIFA, è altamente improbabile che venga scelta una nazionale che ha fallito la qualificazione per ben tre edizioni consecutive, un segnale che evidenzia problematiche strutturali e non solo sfortunate contingenze.
La FIFA, in tali circostanze, potrebbe privilegiare criteri diversi. Potrebbe optare per la rappresentatività continentale, ripescando una squadra dalla stessa confederazione AFC (Asia), oppure organizzare un mini-torneo di ripescaggio tra le migliori escluse di quella confederazione o, più semplicemente, un riequilibrio geografico che difficilmente vedrebbe l’Italia come la prima e più logica scelta. Il contesto attuale del calcio italiano, con le sue recenti contro-performance e la crescente concorrenza a livello globale, rende l’ipotesi di un ripescaggio diretto un vero e proprio miraggio. Nonostante la passione e la speranza dei tifosi, è fondamentale affrontare la realtà delle regole e delle dinamiche sportive internazionali con lucidità.

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